Tartellette alla frutta - È sempre mezzogiorno 15/04/2026
Natalia Cattelani prepara delle crostatine farcite di crema e frutta: il dolce perfetto per ogni occasione! Comincia a sabbiare la farina con il burro, poi aggiunge lo zucchero a velo, la scorza di limone e da ultimo l'uovo. Lavora fino ad ottenere un panetto liscio e omogeneo, lo avvolge nella pellicola e lascia riposare per almeno un'ora. Tira la frolla ad uno spessore di circa 3 mm, ritaglia dei dischi con l'aiuto di un coppapasta e li sistema all'interno degli appositi stampini. Bucherella il fondo con una forchetta e cuoce in forno a 160° per circa 15 minuti. Nel frattempo, prepara la crema: unisce lo zucchero con l'amido, poi aggiunge i tuorli, la panna e il latte. Aromatizza con la scorza di limone e la vaniglia, porta sul fuoco e mescola fino a quando il composto non si sarà addensato. Lascia ancora un minuto al minimo, trasferisce in un contenitore largo e basso, copre con la pellicola e fa raffreddare. Si dedica al lucido: versa in un pentolino amido e zucchero quindi unisce l'acqua e il succo di limone. Mescola bene, porta sul fuoco e cuoce finché il composto diventa trasparente. Spegne e aggiunge il miele, poi lascia intiepidire. Glassa l'interno delle tartellette con il cioccolato bianco fuso. Una volta asciugato riempie con la crema, decora con la frutta fatta a pezzetti e spennella con il lucido. Ingredienti per la base: 250 g di farina 00 debole 150 g di burro 100 g di zucchero a velo 1 uovo Scorza di limone Per la crema: 320 ml di latte 180 ml di panna 140 g di zucchero 4 tuorli 50 g di amido di mais Scorza di limone Vaniglia Per il lucido: 100 ml di acqua 50 g di zucchero 10 g di amido di mais 1 cucchiaino di miele 1 cucchiaino di succo di limone Per ultimare: 50 g di cioccolato bianco Frutta fresca
2026-04-15T13:29:01Z
Vinitaly, Sicilia Doc: vogliamo avvicinare il vino ai giovani
Verona, 14 apr. (Askanews) - "Il Consorzio di Tutela Sicilia Doc crede nella sostenibilità del progetto, sostenibilità economica e sostenibilità ambientale, sostenibilità sociale. La Sicilia è un continente vitivinicolo sostenibile per natura. Abbiamo 100 giorni di vendemmia, che va da Pantelleria fino all'Etna, passando per i territori interni. Abbiamo 70 varietà autoctone, che il Consorzio cerca di valorizzare e di esportare in tutto il mondo. Il Consorzio è presente sia nei mercati nazionali sia nei mercati internazionali, quindi siamo presenti negli Stati Uniti, in Canada, Regno Unito, siamo ritornati in Cina dopo qualche anno, siamo presenti in Giappone, naturalmente siamo presenti anche nei mercati interni con tantissime iniziative. E l'occasione migliore per incontrare tutti i nostri operatori, i nostri collaboratori, tutti i nostri amici è qui a ViniItaly 2026. Come vedete nello stand in questo momento si sta svolgendo una degustazione sul neuromarketing, dove cerchiamo di raccontare alle nuove generazioni come possiamo fare match quindi tra le nove generazioni e il mondo del vino". Lo ha detto ad askanews il direttore del Consorzio di Tutela Vini Doc Sicilia, Camillo Pugliesi, dallo stand di Vinitaly a Verona."È una comunità di oltre 7mila viticoltori che credono in un progetto e quindi credono in delle regole, si assoggettano a delle regole che tutelano e mettono al centro di questo sistema il consumatore. Il protocollo Sicilia Doc che nel 2022 ha adottato volontariamente la fascetta di stato, è tutto un percorso che rappresenta sicurezza e tracciabilità del prodotto e mette al centro il
2026-04-15T12:25:49Z
Vinitaly 2026: Napoli mette in vetrina il suo format
Roma, 14 apr. (askanews) - "Napoli porta al Vinitaly i suoi primati e l'eccellenza nei suoi vini. La città è la prima in Europa per numero di "Vigne Urbane" e questo ci spinge a immaginare nuovi percorsi di valorizzazione. Allo stesso tempo, le cantine dell'area vesuviana, quelle dei Campi Flegrei, ma l'intero comprato, hanno compreso che non si può immaginare di competere sulla quantità, per estensione dei nostri vigneti. Dunque puntiamo decisamente alla qualità, che negli ultimi anni è aumentata esponenzialmente". Lo ha dichiarato il presidente della Camera di Commercio di Napoli, Ciro Fiola, dando il via alle attività nell'ambito di Vinitaly 2026. "Wine, Sea and Tourism" è il format portato a Verona e che animerà lo stan fino al 15 aprile. Sono in programma degustazioni, masterclass e incontri con buyers stranieri (Usa, UK, Germania, Svizzera, Danimarca, Belgio, Svezia e Paesi Bassi). Tra questi alcuni rappresentanti di nazioni che hanno già aderito con i loro team all'America's Cup e che a settembre saranno a Napoli per un incoming in chiave enologica, turistica e sportiva. A Verona, dunque, va in vetrina il meglio della viticultura partenopea, nel corso degli eventi organizzati da SI Impresa. Durante la kermesse, vengono proposti abbinamenti di piatti tipici (con prodotti offerti da Eurofish Napoli e Sfogliate Lab) con vini locali, con l'aiuto di sommelier professionisti. Il trionfo della tradizione, con la "Pizza a portafoglio", servita in abbinamento con la Falanghina, il Gragnano o il Lacryma Christi tra gli appuntamenti più attesi.
2026-04-14T11:10:50Z
Vinitaly 2026, da Atina a Verona
Roma, 14 apr. - C'è anche Antica Tenuta Palombo tra le realtà che rappresentano il Lazio a Vinitaly 2026, in corso a Verona dal 12 al 15 aprile, all'interno del Padiglione regionale, portando a Verona una selezione di etichette che raccontano l'identità vitivinicola della Valle di Comino e il legame profondo con il territorio di Atina. Fondata nel 1980, l'azienda è oggi una delle realtà più rappresentative di quest'area del Lazio e continua a promuoverne qualità, tradizione e riconoscibilità attraverso una produzione capace, confermando una presenza ormai consolidata in uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati al vino.Dalle bollicine ai bianchi, fino ai rossi che più rappresentano il legame con il Frusinate e con l'area di Atina, il percorso proposto dalla cantina restituisce l'immagine di una produzione costruita su radicamento territoriale, continuità e valorizzazione delle peculiarità locali. A rafforzarne il profilo contribuiscono anche i recenti riconoscimenti ottenuti da alcune etichette aziendali nella guida 5StarWines, tra cui il Primis Metodo Classico e il Maturano, segnale di un lavoro che intreccia qualità produttiva e promozione del territorio.Al centro della proposta restano alcuni vini particolarmente identitari, a partire dall'Atina DOP Cabernet, indicato dalla stessa azienda come il suo vino più noto, accanto a etichette più limitate come il Capralitt, rosso IGP del Frusinate ottenuto da Cabernet e Merlot."A Vinitaly 2026 Antica Tenuta Palombo è presente, come ormai da diversi anni, all'interno del Padiglione Lazio. Siamo una realtà che da oltre quattro decenni lavora sul territorio e per il territorio, portando l'eccellenza della Valle di Comino e della produzione vitivinicola laziale anche fuori dai confini regionali e nazionali. I nostri vini raccontano un patrimonio ampio e variegato: dallo spumante metodo classico ai bianchi, sia da vitigni autoctoni sia da varietà arrivate qui oltre due secoli fa, fino ai grandi rossi di Atina." dichiara Pierpaolo Pirone, enologo di Antica Tenuta Palombo. "Penso in particolare al Merlot, al Cabernet di Atina DOP e a etichette in tiratura molto limitata come il Capralitt, una piccola gemma che arricchisce ulteriormente il panorama della denominazione. Sono vini che portano con sé profumi, sensazioni e carattere di questo territorio, facendosi ambasciatori della nostra identità nel mondo"
2026-04-14T15:25:50Z
Vini dealcolati anche in Italia: boom produttivo e contoterzismo
Verona, 14 apr. (askanews) - "In Italia, da anni, dal punto di vista tecnologico abbiamo puntato su una tecnologia molto rispettosa della qualità del vino, si tratta di tecnologie scalabili, quindi si può partire da un impianto che adesso ultimamente va di moda, perfino per essere usato a casa, che noi vendiamo per i laboratori per le loro prove, da poi scalare a livello industriale, per poi arrivare a impianti modulari. Lo può comprare la piccola azienda agricola come l'azienda più grande. In questo momento il mercato italiano, con le cantine stanno approcciando il mercato dei vini dealcolati ma ancora ci sono incertezze, si lavora con degli hub di servizio, di contoterzismo". Lo ha detto ad askanews Albano Vason, consigliere di amministrazione di Vason Group, presente a Vinitaly a Verona con le tecnologie per la produzione di vini dealcolati."Dal mio punto di vista - ha aggiunto - è un qualcosa che non è vino, cioè quindi non verrà bevuto da chi beve normalmente il vino, però abbiamo visto qui anche in questi giorni che tanti giovani hanno approcciato con curiosità questi prodotti e la nostra tecnologia, quindi il mondo del vino deve cominciare a ragionare per il futuro, non come ragioniamo noi o come ha ragionato la mia generazione o quelli che attualmente stanno gestendo il mondo del vino: dovrebbero essere i giovani, quelli che consumeranno il vino da ora ai prossimi 20 anni, che ci devono dare le linee guida su cosa dovrà essere consumato. Io penso che questa tipologia di prodotto potrebbe avere sicuramente una sua collocazione, magari con diverse sfaccettature che ad oggi ancora non sono conosciute. Io dico sempre che dobbiamo lavorare come probiotici, posbiotici, integratori alimentari: c'è tanto che si può fare con la base vino, che poi è un succo che viene praticamente, essendo fermentato, viene ridotto della quantità di zuccheri".
2026-04-14T17:40:48Z
Vinitaly, Pandolfo (Sant'Andrea): "Fieri per i 5 riconoscimenti"
Verona, 14 apr. (askanews) - "Sicuramente è un Vinitaly in un momento particolare per il vino, per la situazione internazionale e il calo dei consumi. È una fiera di passaggio, di riflessione e studio, per capire cosa migliorare e far sì che il vino - che ci accompagna da 6-7 mila anni - resti una bevanda tipica nostra e piacevole. Credo che il vino faccia parte della cultura italiana, dell'animo di ognuno di noi: tutti abbiamo un nonno o un parente che faceva il vino in casa. Questo patrimonio culturale, rafforzato dal riconoscimento UNESCO della cucina italiana, è eccezionale: il vino ci deve accompagnare. È compito delle cantine produrre, raccontare e far assaggiare i vini, legati al territorio. Il vino non è alcol, ma cultura, passione, territorio: serve ad apprezzare, rilassarsi e stare con gli amici. Siamo contentissimi di questa manifestazione e dei 5 riconoscimenti presi da noi per i vini del territorio: Vermentino, Moscato di Terracina, Circeo, tutti molto legati alla nostra terra. Il Vinitaly è il concorso internazionale più importante al mondo, con la fiera più prestigiosa: vincere una piccola bandierina da mettere su Circeo o Terracina, nelle nostre zone stupende, è una grande soddisfazione, per noi e per chi ci visita" afferma Andrea Pandolfo, titolare insieme con il padre di Cantina Sant'Andrea. "A volte a livello mediatico ci sono cose strane: la dieta mediterranea è la migliore per la longevità, e un bicchiere di vino a tavola ne fa parte. Bere giusto rilassa e fa stare bene. Forse il nostro errore è stato trasformare il vino in qualcosa di troppo tecnico, da assaggiare e degustare. Facciamolo tornare alle origini, ai banchetti romani: il vino deve recuperare la convivialità. In cantina lo dico sempre: il buon piatto e il bicchiere di vino non sono un fine, ma un mezzo per una bella serata, con la coppietta o gli amici, per ricordare 'ho mangiato e bevuto bene, sono stato bene'. Quella è l'emozione che dobbiamo trasmettere con il vino", aggiunge.A confermare questo percorso per Cantina Sant'Andrea, anche i recenti riconoscimenti ottenuti nella guida 5StarWines - the Book 2027 - presentata nel corso di questa edizione di Vinitaly - dove diverse etichette della cantina hanno superato i 90 punti: l'Oppidum 2025 (90 punti), il Vermentino "253 Giorni" 2025 e il Circeo DOC Bianco Riflessi 2025, entrambi con 91 punti, e ancora il Capitolium 2023 e l'Hum Vigna Campo Soriano 2024, che raggiungono i 92 punti, a testimonianza di una qualità sempre più definita e riconoscibile.
2026-04-14T15:10:52Z