La vittoria di Teo, andata in onda giovedì 5 marzo, ha riacceso una domanda che torna ogni anno insieme alla finale di MasterChef Italia: che fine fanno, poi, i vincitori del programma? Per alcuni il cooking show di Sky è stato davvero la porta d’ingresso nelle cucine professionali; per altri si è trasformato in una vetrina da reinventare tra televisione, eventi, libri e collaborazioni. E c’è anche chi, una volta spenti i riflettori, ha scelto di tenere viva la passione per il cibo senza farne l’unico centro della propria vita professionale. È proprio questo, forse, l’aspetto più interessante: MasterChef non ha creato un modello unico, ma percorsi molto diversi tra loro.
Tra i nomi più vicini nel tempo, Anna Zhang è una di quelle che sembrano aver dato al successo televisivo una forma già abbastanza precisa. Dopo la vittoria ha frequentato un percorso di formazione ad ALMA e ha pubblicato "Pentole e zodiaco. Il mio gioco da tavola", il libro uscito nel 2025 dopo l’esperienza nel programma. Il suo profilo, almeno fin qui, racconta una volontà chiara di trasformare la notorietà in un progetto di lungo periodo, con l’idea dichiarata di uno spazio capace di unire cucina, arte e natura.
Diversa la traiettoria di Eleonora Riso, vincitrice della tredicesima edizione. Dopo il programma non è entrata subito nel circuito delle grandi brigate e ha scelto di costruire un percorso più autonomo, legato a iniziative indipendenti e alla divulgazione culinaria. In questo quadro rientra Sapori in Circolo, progetto sviluppato con ARCI Firenze e dedicato a eventi e masterclass nei circoli del territorio, soprattutto in Toscana.
Anche Edoardo Franco, vincitore di MasterChef Italia 12, ha sfruttato al massimo la visibilità data dal programma, lavorando come food content creator sui social e a L'Isola dei Famosi nel 2024. Poi però ha scelto di puntare ancora sulla formazione. Il suo resta uno dei casi più evidenti di passaggio dalla popolarità immediata a una ricerca più strutturata del mestiere.
Tra gli ex vincitori che hanno provato a trasformare MasterChef in una carriera piena ai fornelli, il nome più immediato è quello di Valerio Braschi. Vincitore della sesta edizione a soli 19 anni, resta ancora oggi il più giovane campione nella storia del programma. Negli anni ha lavorato per costruirsi una cifra personale tra sperimentazione e alta cucina: dopo le esperienze precedenti, oggi il suo nome è associato a The View Milano, dove firma la proposta gastronomica del ristorante.
Più lineare, almeno all’inizio, il percorso di Valeria Raciti. Dopo la vittoria nell’ottava edizione ha lavorato nelle cucine professionali ed è stata anche head chef di Zash, in Sicilia. Oggi il suo profilo si muove soprattutto tra eventi, collaborazioni, showcooking e contenuti social legati ai prodotti e all’identità gastronomica siciliana, più che a una singola insegna da associare stabilmente al suo nome.
Simone Scipioni, vincitore di MasterChef 7, ha invece mantenuto un legame molto forte con il territorio marchigiano. Per anni ha lavorato alla Locanda Fontezoppa, poi ha ampliato il proprio raggio d’azione anche al mondo del vino, affiancando alla cucina una dimensione più ampia fatta di degustazione, promozione del territorio ed eventi. È forse il caso che più di altri racconta una crescita meno televisiva e più radicata nel rapporto con il luogo da cui proviene.
Accanto a chi ha scelto la cucina in senso stretto, c’è poi il gruppo di vincitori che ha trasformato MasterChef in una piattaforma mediatica. Francesco Aquila è il caso più evidente: dopo il trionfo nella decima edizione è diventato uno dei volti riconoscibili di Food Network, ha pubblicato My Way e ha consolidato una presenza costante tra eventi, showcooking e collaborazioni con brand e realtà del settore.
Anche Tracy Eboigbodin ha costruito un percorso pubblico che non passa necessariamente da un ristorante fisso. Dopo la vittoria nell’undicesima edizione ha pubblicato Soul Kitchen – Le mie ricette per nutrire l’anima e ha portato avanti una presenza fatta di eventi, showcooking e collaborazioni, con una cucina che tiene insieme tradizione italiana e influenze africane. Sul suo caso conviene restare sobri nelle definizioni: più che parlare di un ruolo preciso e unico, è più corretto raccontare una presenza itinerante nel mondo degli eventi gastronomici.
Antonio Lorenzon, vincitore della nona edizione, si è mosso negli anni in una direzione personale, tra cucina privata, eventi e progetti costruiti intorno all’esperienza e allo stile di vita. A Bassano del Grappa il suo nome è legato anche a Elegance Room, progetto che lo colloca in una dimensione più ampia rispetto alla sola cucina.
Stefano Callegaro, che aveva vinto la quarta edizione, ha invece consolidato nel tempo un profilo trasversale: chef, autore, presenza in eventi e collaborazioni nel mondo food. Non una sola definizione, quindi, ma una figura che negli anni ha saputo rimanere nel settore allargando progressivamente il proprio raggio d’azione.
Anche Spyros Theodoridis, primo vincitore nella storia italiana del format, ha costruito un percorso articolato. Dopo il programma ha aperto un ristorante in provincia di Reggio Emilia e ha lavorato anche come executive chef nell’hospitality Pirelli durante il campionato di Formula 1. Oggi continua a muoversi soprattutto tra eventi gastronomici e cucina privata.
Ci sono poi i vincitori che, più di altri, mostrano come il successo televisivo non obblighi per forza a cambiare completamente identità professionale.
Federico Francesco Ferrero, dopo la vittoria nella terza edizione, non ha scelto la strada della cucina di ristorante, ma ha continuato il suo percorso da medico nutrizionista, affiancandolo alla divulgazione e alla critica gastronomica. Nel tempo è diventato una voce riconoscibile nel dibattito sul cibo, mantenendo quindi un rapporto stretto con il settore, ma da una prospettiva diversa rispetto a quella dello chef tradizionale.
Tiziana Stefanelli, vincitrice della seconda edizione, rappresenta un altro esempio interessante. Dopo MasterChef ha aperto per un periodo un ristorante a Roma e ha avuto anche una presenza televisiva nel mondo del food, ma il suo percorso è rimasto legato pure alla professione giuridica. Negli anni ha vissuto a Singapore, dove ha continuato a muoversi tra cucina, promozione gastronomica e attività professionale. Le fonti più recenti la collocano a Singapore e la descrivono ancora attiva tra food e professione.
Alla fine, guardando il percorso degli ex vincitori, emerge un dato abbastanza chiaro: MasterChef Italia è stato un acceleratore, ma non verso una meta uguale per tutti. C’è chi ha inseguito la cucina come mestiere pieno, chi ha usato la notorietà per costruire una carriera pubblica e chi ha preferito riportare quell’esperienza dentro una vita professionale già avviata. Più che una fabbrica di chef, il programma si è rivelato negli anni una macchina capace di moltiplicare possibilità diverse.
2026-03-08T11:21:56Z